Nokia risponde a Google sulle accuse di collusione con Microsoft in tema di brevetti
Di Salvatore Carrozzini il 1 giugno 2012
Cresce la tensione tra Nokia e Google in merito alla vicenda che vede coinvolta la casa finlandese, accusata da BigG di aver stipulato degli accordi con Microsoft per controllare i prezzi dei device con la collaborazione della compagnia Mosaid definita da Google come un “patent troll“. Nella giornata di ieri Google ha formalizzato le accuse depositando la denuncia presso la Commissione Europea che sarà chiamata a valutarne la fondatezza. Nel frattempo non risposta di Nokia non è tardata ad arrivare: la casa finlandese non risparmia un critica piuttosto accesa a Google, suggerendole di occuparsi delle problematiche in materie di brevetti proprie della piattaforma Android.
Per comprendere gli esatti rapporti che legano le parti coinvolte nella vicenda, è necessario citare Mosaid, la compagnia canadese alla quale Nokia ha ceduto oltre 2000 brevetti di sua proprietà nel settembre 2011. Mosaid avrebbe utilizzato i brevetti acquisiti da Nokia per produrre ulteriori entrate anche tramite le varie controversie legali attivate nei confronti dei principali player del mercato. In virtù degli accordi tra Mosaid e Nokia, alla casa finlandese sarebbe spettata parte dei guadagni derivanti dai metodi scelti da Mosaid per rendere redditizi i brevetti acquisiti.
Nella vicenda si colloca poi Microsoft che, come è noto, è legata a Nokia da rapporti di collaborazione molto stretti. Secondo l’accusa di Google, anche grazie ai brevetti gestiti da Mosaid, Nokia e Microsoft puntano a tenere alti i prezzi dei device, violando il principio della libera concorrenza del mercato, principio cardine della Comunità Europea.
La risposta di Nokia alle accuse di Google è stata tempestiva ed il tono è apparso subito poco conciliatorio. Nokia, dopo aver chiarito che non ha ancora preso visione nel dettaglio degli atti depositati da Google presso la Commissione Europea, ha aggiunto che le accuse di collusione con Microsoft in materia di proprietà intellettuale sono infondate. Un portavoce della casa finlandese ha chiarito che sia Nokia, sia Microsoft hanno il loro portofolio brevetti e strategie differenti per quanto riguarda la sua gestione.
La vicenda proseguirà con le indagini della Commissione Europea che dovrà stabilire se effettivamente Nokia e Microsoft hanno posto in essere delle pratiche anticoncorrenziali.
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