Nokia: chiusura degli uffici vendita di Chengdu e Shangai
Di Salvatore Carrozzini il 13 luglio 2012
Il produttore finlandese, nel ribadire la strategia commerciale del 2012, ha comunicato della necessità di procedere ad importanti opere di ristrutturazione delle sue strutture organizzative. Si tratta di interventi non certo semplici, tenuto conto del notevole impatto sulla forza lavoro della casa finlandese. Tra i 10.000 lavoratori che entro il 2013 saranno costretti ad abbandonare Nokia potrebbero rientrare anche quelli addetti ai due uffici di vendita, collocati in Cina, che l’azienda si sta preparando a chiudere. Più nello specifico si tratta delle sedi di Chengdu e Shanghai, che rappresentano la metà degli uffici vendita di Nokia presenti nel popoloso continente asiatico. Le altre due sedi, quella di Beijing and Guangzhou, continueranno, al contrario, ad operare.
Non è ancora chiaro l’impatto sui lavoratori occupati nelle due sedi dell’azienda finlandese, ma non sembra in discussione la riorganizzazione delle strutture organizzative in un mercato che, nei mesi scorsi, ha fatto registrare una consistente contrazione delle vendite dei terminali Nokia. Il CEO Stephen Elop ha più volte lasciato intendere l’importanza fondamentale del mercato cinese ed è riuscito a stipulare importanti accordi con i carrier nazionali per la distribuzione dei terminali Lumia. Misure importanti, ma ancora non sufficienti per traghettare Nokia verso la riconquista delle quote di mercato perdute.
Ci auguriamo che le nuove misure possano contribuire a migliorare la competitività dell’azienda che, in Cina, è sempre più pressata non solo da Samsung, leader del mercato, ma anche dalle emergenti ZTE e Huawei.
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